Nessuno ne uscirà vivo recensione del nuovo horror Netflix

Un film con qualche spunto interessante, ma un po' dozzinale. Da apprezzare l'aspetto sociale




Nessuno ne uscirà vivo recensione del nuovo horror in streaming su Netflix diretto da Santiago Menghini e tratto dal romanzo di Adam Nevill. Per saperne di più sul film clicca qui.

Nei giorni scorsi la piattaforma Netflix ha rilasciato un nuovo horror. Con l’avvicinarsi dell’autunno e del periodo dedicato ad Halloween, anche il colosso americano vuole celebrare il mondo horror con un nuovo film a firma di Santiago Menghini. Titolo del film è Nessuno ne uscirà vivo, storia tratta dalla novella No One Gets Out Alive di Adam Nevill.

Come sempre sottolineiamo che il nostro è un parere del tutto soggettivo, anzi siamo interessati a sapere voi cosa ne pensate.

LA SINOSSI

Anni dopo essersi presa cura della madre malata terminale in Messico, Ambar (Cristina Rodlo) si appresta a seguire il suo sogno americano. Arrivata a Cleveland illegalmente, con pochi soldi e abiti inadatti per quello che prevedono sarà l’inverno più freddo della storia, riesce a trovare un posto in nero presso una fabbrica di abbigliamento e affitta da Red (Marc Menchaca) la camera più economica in una pensione quasi fatiscente. Tenuta sveglia dai singhiozzi di altri inquilini, da terribili incubi e dagli strani rumori provenienti dal seminterrato, Ambar inizia a chiedersi chi (o cosa) abiti in quella casa insieme a loro. Presto risulta evidente che Ambar è caduta in una trappola che la porterà ad affrontare la malvagia presenza che si annida nel seminterrato e dovrà lottare per scappare da questo incubo a occhi aperti. Riuscirà a uscire viva da una casa in cui le urla passano inosservate?

NESSUNO NE USCIRÀ VIVO – LA RECENSIONE

Un buon film con buone caratteristiche orrorifiche e sociali. Una pellicola che non lascia indifferenti gli amanti del jumpscare o dell’horror sovrannaturali, ma che, sembra, un po’ dozzinale, pronto per il consumo compulsivo e ad ampia scala dei fruitori Netflix.

Questa è la prima impressione che ci è venuta in mente quando abbiamo visto questo film. Un film comunque interessante e ben strutturato con una regia pulita e una storia da seguire. Viene classificato come horror sociale e, in effetti, tutta la storia poggia le proprie fondamenta sul mondo dell’immigrazione clandestina messicana negli USA e tutte le enormi difficoltà che ciò comporta. Proprio intorno a questo punto si muove la pellicola di  Santiago Menghini dove i deboli, gli ultimi, sono preda di gente senza scrupoli.

Nessuno ne uscirà vivo

In realtà l’aspetto più orrorifico è proprio questo, ciò che fa davvero paura sono le persone, non da spiriti o altre entità maligne. Il regista, anzi, lascia un po’ troppo in secondo pianto l’aspetto horror. Non viene approfondito, né articolato; un vero peccato poiché anche questa parte affonda le proprie radici nell’America precolombiana, nella cultura messicana e centro americana. Una spiegazione seppur minima sarebbe stata interessante. Peccato, almeno per questo aspetto, è stata un’occasione sprecata.

Voto della redazione: 2.5/5

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Media voti 2.3 / 5. Voti totali: 3

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