Intervista a Diego Matteucci di Delos Digital

Interessante chiacchierata con il curatore della collana zombie The Tube Exposed, si è parlato di editoria e realtà, di zombie e di scrittura




Intervista a Diego Matteucci di The Tube Exposed

Intervista a Diego Matteucci, scrittore e curatore della collana di ebook zombie The Tube Exposed di Delos Digital.

LetteraturaHorror.it ha avuto il piacere di poter intervistare Diego Matteucci, scrittore e curatore di una interessante, ormai storica, collana horror zombie. La collana in questione è The Tube Exposed ed è edita dall’etichetta digitale Delos Digital.

Per chi non lo sapesse sono ben 7 anni che The Tube Exposed è sulla cresta dell’onda proponendo racconti lunghi in ebook sul mondo zombie e riuscendo ad affiancare firme note a firme di autori esordienti. E scusate se è poco.

Tra le firme note che hanno pubblicato ricordiamo Danilo Arona e Pietro Gandolfi. Attualmente si è giunti all’ebook n° 49 di cui vi abbiamo parlato qui.

Per vedere tutti la collana The Tube Exposed clicca qui

L’INTERVISTA A DIEGO MATTEUCCI

D) Raccontaci un poco cos’è e come è nato il progetto The Tube e lo spin off The Tube Exposed.

R) Ciao a tutti, sono Diego Matteucci e mi occupo attualmente della collana The Tube Exposed.
La serie principale The Tube è nata verso la fine del 2013 da un’idea di Franco Forte, lanciata sul forum della Writers Magazine Italia. L’idea era questa: un primo racconto scritto dallo stesso Franco in cui alcuni personaggi si ritrovavano all’interno del vagone di una metropolitana (The Tube, appunto, come quella londinese) e a un certo punto scoppiava un’invasione zombie. Tutti gli autori che gravitavano attorno al forum della WMI erano invitati a leggere il primo racconto e a inviare il proprio contributo per proseguire la serie. I contributi furono tantissimi, la serie seguitissima e si vennero a costruire, nel tempo, addirittura due serie: The Tube e The Tube 2.

All’inizio però sorse un problema (un problema buono) e cioè che i racconti arrivati alla redazione della Delos erano talmente tanti e alcuni dei quali veramente buoni che sarebbe stato un peccato scartarli solo perché non si potevano più incastrare nel continuum della serie. Franco Forte allora ebbe un’altra idea, quella di creare appunto una serie spin off, The Tube Exposed, dove potevano vivere tutti quei racconti ambientati nella realtà di The Tube (e quindi fondamentalmente un’invasione zombie), ma che non andavano a toccare i fatti e i personaggi della serie principale. Nel tempo fu creato anche un altro spin off della serie, The Tube Nomads a cura del compianto Alan D. Altieri, dove erano inseriti elementi kombat e militari. The Tube Exposed sta proseguendo anche ora, a distanza di più di sette anni, con i racconti di nuovi e “vecchi” autori.

INTERVISTA A DIEGO MATTEUCCI:  AMBIENTAZIONI DI THE TUBE EXPOSED

D) Ti va di raccontarci le ambientazioni e le atmosfere che ricercate per questa serie?

R) Se pensiamo al nostro presente, alla pandemia di Covid-19, a ciò che è stato il 2020 e a ciò che potrà aspettarci nel 2021, è purtroppo facile trovare molte analogie con l’incertezza, l’angoscia, la paura di essere contagiati “dall’altro”, dove questo “altro” può anche essere un famigliare… tutti sentimenti e sensazioni che ritroviamo in una storia zombie.
Per quanto riguarda le ambientazioni, se è vero che all’inizio della serie era preferibile non dare una connotazione precisa ai luoghi dove si svolgevano le storie, ora i racconti possono benissimo essere ambientati in Italia con nomi precisi dei luoghi o anche all’estero. Ciò che conta alla fine è raccontare una buona storia, dove gli zombie possono essere i protagonisti, ma anche fare da sfondo (sempre presenti e terribili) a personaggi che si muovono e interagiscono tra loro in questa nuova realtà.

D) Qual è la filosofia editoriale che si nasconde dietro un progetto di così ampia portata?
R) La filosofia editoriale è sempre quella di raccontare buone storie che piacciano e che intrattengano il pubblico. Se poi possono servire a farci riflettere su alcuni aspetti della nostra vita, tanto meglio. E se la serie sta andando avanti da così tanto tempo, vuol dire che di storie da raccontare ce ne sono ancora molte.

IL MONDO DEGLI ZOMBIE

D) Si è scritto, visto e detto tanto sugli zombie negli ultimi tempi. C’è ancora tanto da scoprire secondo te? Il pubblico sembra non esserne mai sazio.
R) Certo, e mi rifaccio a tutto quanto detto prima. Ci possono essere storie che indagano sullo scoppio iniziale di una pandemia zombie, sulle cause che lo hanno scatenato; ma soprattutto, secondo me, c’è sempre l’aspetto umano da indagare, su come le persone potrebbero reagire e affrontare o meno un’apocalisse del genere. Cosa succederebbe se da un momento all’altro la nostra realtà cambiasse radicalmente? Se non ci fosse più l’acqua corrente, l’energia elettrica? Se dovessimo procurarci giorno dopo giorno il cibo di cui abbiamo bisogno, e dietro l’angolo potremmo trovare un mostro per il quale siamo noi il suo cibo? Che cosa saremmo disposti a fare pur di sopravvivere?

GLI ZOMBIE COME METAFORA DELA REALTÀ IN CUI VIVAMO

D) I tempi storici in cui stiamo vivendo attualmente con pandemie e rivolte sembra escano proprio da un racconto post apocalittico, quando la realtà supera la finzione.
R) Appunto. Non ci saremmo mai aspettati una realtà così… diversa. Eppure è accaduto. Per noi sembra ormai quasi normale indossare una mascherina e pulirsi costantemente le mani con un igienizzante quando entriamo in un negozio. E se proviamo a pensare a più di un anno fa, ci rendiamo conto di quanto la nostra realtà sia già cambiata e ormai non ci facciamo quasi più caso. Forse perché in tanti casi non ci tocca direttamente, per fortuna. Eppure ci sono ancora tante persone che continuano a morire, e tante altre che cercano di aiutarle a sopravvivere. E questa non è una finzione.

INTERVISTA A DIEGO MATTEUCCI: COME PARTECIPARE A THE TUBE EXPOSED?

D) Il nostro sito è molto frequentato da scrittori o aspiranti tali. E’ possibile presentare un racconto o un’idea per The Tube Exposed? Se sì, cosa ricercate principalmente e come fare? Cosa offrite ai vostri autori?
R) Ti ringrazio molto per questa opportunità che ci dai. Certo che sì. The Tube Exposed è aperta all’invio di racconti o anche idee su cui lavorare. Questa è la e-mail: racconti@delosdigital.it specificando nell’oggetto “racconto per la collana The Tube Exposed”. I contratti Delos Digital prevedono per l’autore royalties per il 25% del netto editore (quindi il prezzo di vendita tolte tasse e percentuale distributore/libreria). I racconti devono essere tra le 50.000 e le 180.000 battute, spazi vuoti compresi. Ma se qualche autore dovesse avere una storia anche più lunga, nessun problema, siamo comunque disposti a leggerla ed eventualmente a suddividerla in più puntate.



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