Recensioni

La ragazza dal pigiama rosso, recensioni dell’horror di Alda Teodorani

La ragazza dal pigiama rosso,  recensione del nuovo horror di Alda Teodorani edito da D editore.

Una delle più grandi autrici horror italiane e internazionali torna con un romanzo di altissimo livello.

Dai tipi di D-Editore, casa editrice molto attenta al nostro amato genere e agli autori che ne hanno fatto la storia, arriva il nuovo La ragazza dal pigiama rosso di Alda Teodorani disponibile  esclusivamente in formato cartaceo

Oggi ci proponiamo la recensione del libro scritta da Antonio Veneziani.

LA RAGAZZA DAL PIGIAMA ROSSO, RECENSIONE

Chiunque l’abbia letta, anche in “dosi minime”, sa che Alda Teodorani è una scrittrice di tutto rispetto e che “obbliga” il lettore ad andare avanti a perdifiato. Tra le più apprezzate autrici horror e noir italiane. Dall’esordio, avvenuto negli anni Novanta, ha sempre rappresentato il genere in modo assai personale ed unico. Cofondratrice del Gruppo 13, insieme a Lucarelli, Fois e Machiavelli, pioniera del gruppo dei Cannibali, iniziatrice della corrente Neo-Noir.

I CAPOLAVORI DI ALDA TEODORANI

È un po’ pleonastico, se non per i nuovi lettori, citare Le radici del male (1993), Sesso col coltello (2001) Organi (2002) Belve (2003) La signora delle torture (2004). La Teodorani è sempre andata per la sua strada, coerentemente, anche quando ha fatto altro: insegnare, fare cinema, collaborare a fumetti…

IL COMMENTO

La ragazza dal pigiama rosso, inizialmente sembra raccontare una storia di violenza di genere, niente affatto; lettore, non farti fregare dalle apparenze. Siamo di fronte a un gioco di sovrapposizioni e sottrazioni nel quale la scrittrice incatena il lettore, anche meno voglioso, a lasciarsi andare alla narrazione, alle parole.

La Teodorani, da vera maestra dell’horror, impaurisce il lettore, ma lo culla pure, lo lenisce con la sua lingua tersa, sfidando le certezze e i confini del narrabile.

LA TRAMA: LA RAGAZZA DAL PIGIAMA ROSSO

Siamo in una provincia, avvolta da una fitta nebbia, in un fosso viene ritrovato il corpo martoriato di una donna. C’è subito un sospettato: il marito. Un caso ormai normale, quasi quotidiano. Ma tutto verrà ribaltato da una innaturale nebbia.

La morte è vera o inventata? Da questo corpo devastato parte uno scandaglio artistico che porterà sopra, sotto, nel normale e nel paranormale e la Teodorani con una scrittura pulita, elegante, cruda, violenta, porta il lettore dentro a un vortice di situazioni e di parole che quasi lo inebetiscono.

CONCLUSIONE

Lo ripeto, tutto parte da una “giornata di nebbia”, ma se si entra dentro si arriva chiaramente all’ultima riga e una volta chiuso La ragazza del pigiama rosso, viene la voglia di rileggerlo, e cosa si può chiedere di più a un libro?

Antonio Veneziani

Voto della redazione: 5/5

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