The Midnight Club, recensione della nuova serie tv horror Netflix creata da Mike Flanagan

Una serie tv che rappresenta l'orrore nella sua espressione più cruda, un'inquietudine tutta umana dove il subconscio la fa da padrona.




The Midnight Club recensione

The Midnight Club recensione della nuova serie tv horror psicologica creata da Mike Flanagan in streaming su Netflix dal 7 ottobre.

Nei giorni scorsi vi abbiamo presentato una nuova serie tv horror creata da Mike Flanagan e Leah Fong, stiamo parlando di The Midnight Club. La serie, tra le più attese della stagione, è tratta dal romanzo omonimo del 1994 di Christopher Pike. 

Il programma si articola in 10 episodi diretti oltre che dallo stesso Flanagan (1° e 2° episodio) anche da Michael Fimognari (3° e 4°), Emmanuel Osei-Kuffour Jr. (5°); Axelle Carolyn (6° e 7°); Viet Nguyen (8° e 9°) e Morgan Beggs (10°).

Quest’oggi abbiamo il piacere di recensirla in anteprima. Ovviamente, come sempre, la nostra è una recensione no spoiler.

THE MIDNIGHT CLUB – LA TRAMA

In una struttura per giovani malati terminali, otto pazienti che si riuniscono ogni notte a mezzanotte per raccontarsi storie stringono un patto: il prossimo di loro a morire darà al gruppo un segno dall’aldilà.

THE MIDNIGHT CLUB – RECENSIONE

Dopo i successi ottenuti con le tre precedenti serie tv horror (The Haunting of Hill HouseBly Mannor, e Midnight Mass, tutte disponibili in streaming su Netflix) Mike Flanagan ci riprova. Questa volta, però, l’horror è più psicologico, percepito, in realtà più inquietante che smuove letteralmente l’animo umano, ma meno di impatto. L’aspetto orrorifico, da sempre al centro delle sue creazioni, questa volta è in secondo piano mentre la fa da padrona l’aspetto psicologico.

UN HORROR PIENAMENTE PSICOLOGICO

The Midnight Club, infatti, incentra quasi esclusivamente la propria forza e natura sulle e dentro la mente dei protagonisti, un gruppo di giovani adolescenti malati terminali che si ritrovano in una struttura che dovrebbe accompagnarli verso i loro ultimi giorni., Già così, va da sé, che l’aspetto emotivo e mentale è fortissimo, carico di emozioni dove ciò che pare scontato non lo è affatto. Le esistenze, le speranze e le motivazioni di ogni ragazzo sono al centro della storia, anzi delle storie che raccontano ogni notte. Storie tra l’horror e la fantascienza, il drammatico e l’urban fantasy che rispecchiano appieno l’inconscio e ancora di più subconscio di ogni ragazzo e la complessità della mente umana. Involontariamente ogni storia nasconde passato, presente, vita e speranze e sogni di ognuno dei protagonisti.

Inoltre come filo conduttore vi è una storia horror con elementi interessanti e innovativi che lasciano il dubbio sulla loro origine, se proveniente da allucinazioni dovuti dai pesanti farmaci che malati terminali assumono o da vere entità… Ma non andiamo oltre poiché non vogliamo spoilerare niente.

THE MIDNIGHT CLUB – RECENSIONE: UNA VISIONE NON FACILE

Così come già successo con Midnight Mass, anche Midnight Club non è assolutamente una visione leggera e lineare. Flanagan mette di fronte lo spettatore a tanti interrogativi e a difficili interpretazioni da dare a ogni azione, a ogni sentimento.

Il finale è aperto  e siamo sicuri che porterà a una seconda stagione.

In conclusione se cercate una programma per svagarvi non vi consigliamo questa serie tv. Se, invece, avete voglia di riflettere e lavorare su voi stessi, se siete alla ricerca di una serie tv nuova e in un certo senso sperimentale, allora siete nel posto giusto.

Voto della redazione: 3/5

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