Sebastiano Natalicchio




Credo che il desiderio di scrivere bene, di divertire e di trasmettere emozioni sia il sogno impossibile di ogni accanito lettore.
Io ho questa passione, che qualche volta dichiaro con un po’ di imbarazzo come se fosse una colpa.
Se mi chiedono: – tu cosa fai nella vita? -, la prima cosa che mi viene in mente è la mia famiglia: la mia ragazza ed i miei meravigliosi bambini.
Poi il lavoro, qualcosa di molto poco creativo per intenderci, robaccia legata all’informatica.
Ed infine i viaggi in treno: sono un pendolare, che ogni giorno lotta per il posto a sedere sulla Piacenza – Milano.
Però, quando mi siedo, accendo il mio Kindle, ed anche le ore di viaggio diventano un’occasione per fare qualcosa che mi piace; e quando alla sera torno a casa e vedo mia moglie ed i miei bambini, mi vengono in mente tante cose da raccontare e condividere assieme, sperando in questo modo di strappare l’attenzione dai cartoni in tv e con essa magari una risata o almeno un sorriso.
Ed infine, quando finalmente riesco a trovare un po’ di tempo per me, accendo il computer e comincio a scrivere, spinto dal desiderio di raccontare qualcosa “a modo mio”, e di condividere un momento vissuto o un pensiero nel modo più elegante e divertente possibile.
E col tempo, questo desiderio è diventata la passione di cui vi parlavo, accompagnata dal tentativo affannoso ogni volta che batto un tasto di migliorarmi e di mettermi alla prova.
Ecco perché, sia pur da poco, ho cominciato a mandare i miei racconti a qualche concorso di scrittura creativa, ottenendo in un paio di casi anche un piazzamento onorevole, ed in tanti altri la soddisfazione di aver partecipato anch’io.



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