Racconto: “Una Domenica alternativa” di Giuseppe Parisi




Letteratura Horror propone un racconto scritto da Giuseppe Parisi. Il racconto si chiama “Una Domenica alternativa”. Sarà possibile leggere un’anteprima del racconto qui sotto e, poi, scaricarlo gratuitamente nei formati pdf ed ePub. Inoltre, previa registrazione e login al sito (se sei già registrato solo login), sarà possibile votarlo e commentarlo.  

UNA DOMENICA ALTERNATIVA

Ci sono cuori che scoprono di saper battere solamente quando temono l’eterno silenzio. Inizia un pompaggio che cresce d’intensità all’aumentare della paura.

Nessuna formula matematica certa sa prevedere la fase di scoppio per eccessiva attività anomala. Faccio subito una premessa che una mano senza scrupoli non fa parte di un corpo gelido con annesso cuore di pietra. La razionalità è succube della follia, le colpe infatti nascono sempre dopo il misfatto e mai durante. Vorrei ricordarli come quello che per mesi sono stati: amici e complici di innumerevoli risate. Quella curva sul mio viso è da tempo che è solo una linea retta. Metamorfosi di un uomo che raccoglie le proprie illusioni e si getta nell’abisso di malvagità. Ognuno dentro sé ha la voce dell’anti-coscienza, specchio nitido di rabbia repressa troppo spesso frenata. Quella corda, già pronta, aspetta il mio collo. Ma prima voglio raccontarvi l’accaduto. Era Marzo, il mese che si adatta al mio fiero essere strano, c’era un uomo spento: sfinito di essere vittima dell’abitudine. Quell’opaca figura ero io. Avevo bisogno di cambiare la mia vita, ma tra le due opzioni ho scelto quella deleteria. Dovevano modificare i miei giorni, quindi dovevo svuotare il mio ufficio. Una scusa banale e non sospettosa, mi consentì di averli tutti nello stesso luogo. Una Domenica alternativa da trascorrere, appunto, come fosse l’ultima. Marco nell’intento di farsi l’ennesima sigaretta, era la vittima più semplice d’affrontare. L’esser distratto lo rendeva ignaro di quanto accadesse dietro. Una birra forse sarebbe stata la sua ultima richiesta, ma a scorrere era il suo sangue. Un filo sottile e tagliente, tirato con gran forza, senza guardarlo in faccia, perdendomi, purtroppo, la sua espressione di sofferenza. Nascosto il suo cadavere nella fossa, creata il giorno prima della casa di campagna che avevo per l’occasione sotto falso nome affittato, cercavo il prossimo. Mostrava i suoi passi di danza Giovanna, forse sprecati per esser eseguiti da soli, era un ottimo diversivo per commettere il secondo omicidio inosservato. Gianmarco che difficilmente nutriva interesse per qualcosa, uscì dalla villa. [continua a leggere scaricando il racconto in formato ePub o pdf]



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