Pedofobia di Andrea Allegri – La Domenica Horror

Nuovo racconto horror per la nostra rubrica settimanale. Scarica e leggi il racconto gratuito e inviaci il tuo




Pedofobia di Andrea Allegri - racconto horror

Pedofobia di Andrea Allegri è il nuovo racconto breve dell’orrore per la rubrica La Domenica Horror. Sarà possibile leggerne un estratto qui sotto, poi, scaricarlo gratuitamente in formato pdf.

Se vuoi pubblicare anche tu un racconto nella nostra speciale rubrica La Domenica Horror scrivici alla mail redazione@letteraturahorror.it proponendoci il tuo elaborato corredato da un’immagine. Oggetto della mail dovrà essere “La Domenica Horror”. Ogni domenica verrà pubblicata storia diversa!

PEDOFOBIA DI ANDREA ALLEGRI

Prendo una birra dal frigo. Il tremore alla mano è incontrollabile, tanto che ne ho rovesciata un po’ sul parquet: quando ci penso, non ho più il controllo. Linda non può sapere quello che mi ha chiesto. Con lei non ne ho mai parlato e mai lo farò. Se solo sapesse…

Avevo vent’anni quando successe la prima volta, stavo passeggiando nel parco sotto casa assorto nei miei pensieri. Un bambino di circa sette anni giocava con il suo cane e mi venne addosso. “Scusami signore.” Disse con innocenza. Mi girai verso di lui per rassicuralo, ma mai avrei potuto rivolgere una sola parola all’essere che mi si presentò davanti agli occhi: aveva le sembianze di un bambino, ma non lo era.

Dio, il suo viso. Mi guardava con occhi cattivi, rabbiosi. Saliva bianca gli pendeva dalla bocca ringhiante, come quella di una belva famelica. Sembrava volesse sbranarmi. L’angoscia cominciò a masticarmi lo stomaco, il respiro si bloccò e un senso di terrore mi fece cedere le gambe. A terra, appoggiato sui gomiti, scalciai l’aria per tenerlo a distanza. “Sta lontano da me.” urlai. Negli sguardi delle persone che assistevano alla scena, percepivo imbarazzo e orrore. Per loro c’era un solo mostro: io. Ero e sono tutt’ora solo con la mia paura: una paura che fa sembrare la morte un sollievo.

Da allora, la mia vita è cambiata: non posso avvicinarmi a una scuola o un luna park, senza essere sovrastato dall’ansia di incrociare lo sguardo di quelle creature. SCARICA IL PDF DEL RACCONTO



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