Natale alle porte – Alessandro Maxia




– Sei sicuro di non essertela presa per quello scherzo dell’altra volta, Franci?
– Ma no – il ragazzo guardò uno per uno i suoi affezionati amici. – Vedrete che sorpresa per il 25 – ammiccò.
– Dai… davvero?
– Ma certo! Però… ogni cosa a suo tempo.
– Ah. Allora aspettiamo.
– Ok.
– Buone feste già da adesso, Franci!
– Anche a voi!

Uscirono da casa sua ridendo e scherzando, subito immersi nel freddo secco di dicembre, e risalirono sulle proprie macchine dopo un saluto a Francesco, ritto sulla soglia.
 – Ma grazie! Non dovevi!
Laura guardò il pacco regalo con un sorriso, commossa.
– Figurati! Buon Natale.
– Grazie. Che gentile!
Chiuse la porta e lacerò la carta, le mani che tremavano.
C’era un bigliettino: La vanità rovina ogni cosa.
– Bella questa frase – commentò.
Svolse l’involucro e tirò fuori uno specchio.
– Che bel regalo – ammirò se stessa su quel vetro, lusingata, e d’un colpo il suo viso si contorse dall’orrore. Cadde bocconi sul pavimento, mentre lo specchio s’infrangeva in mille pezzi.
– Ehi, gentilissimo Franci! Grazie!
– Figurati Massi. Buona giornata.
– Anche a te!
Chiuse la porta e guardò il bigliettino.
C’era scritto: Dolce è il suono del violino che t’intrappola nella sua tela.
Rise. – Ma qui dentro non ci può stare un violino.
Aprì il pacchetto con curiosità.
– Ma cosa…
Prima che la sua mente potesse capire, la teca si aprì e il ragno guadagnò la libertà.
– O mamma, cos’era?
Il segno di una puntura sul braccio, un senso di bruciore. Il calore aumentava. Aveva terrore dei ragni. Il cuore iniziò a martellare, il petto ansimava, la fronte piena di sudore, gli occhi fuori dalle orbite…
Il veleno iniziò a diffondersi, rapido e vorace. Ma il cuore cedette prima. Aveva ancora la piccola teca in mano quando cadde supino sul pavimento, il ragno ormai lontano dalla sua portata.
 – Che carino! Grazie!
– A te. Buon Natale.
– Grazie Franci, auguri di cuore anche a te.
“Dolce quel ragazzo” pensò Giulia mentre guardava la confezione rossa col nastro dorato.
Lesse con attenzione il bigliettino.
Una pagina bianca, l’inizio di una nuova vita.
Aprì il pacco e tolse fuori un’agenda dalla copertina nera, lucida, e appesa a essa una penna dorata.
– Bella – aprì l’agenda e prese la penna.
Il suo corpo venne scosso da un brivido. L’eccitazione, pensò. Andò alla prima pagina e rifletté. Come inaugurare il nuovo anno? Scrisse: Addio a tutti i problemi inutili e…
Il tratto s’interruppe mentre veniva colta da orrore. Il mondo si fermò, rivide per lunghi attimi la sua vita, ogni frammento della sua esistenza, poi giacque sul pavimento senza un gemito e rimase immobile.
La penna rotolò accanto a lei, l’agenda cadde a terra con uno schiocco, ancora aperta sulla prima pagina.
Francesco sospirò soddisfatto.
Ora si sentiva felice. I regali erano stati distribuiti e tutti li avevano graditi con calore. La buona azione quotidiana era stata compiuta e poteva dirsi orgoglioso di se stesso.
D’altronde, se a Natale non si è tutti più buoni, che Natale è?
Buone feste, gente.


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