Intervista a Roberto D’Antona

Interessante intervista al regista, attore e produttore di Caleb, film horror vampiresco disponibile su Amazon Prime Video




Intervista a Roberto D'Antona

Intervista a Roberto D’Antona, regista, attore e produttore del film horror vampiresco Caleb su Prime Video.

Nei giorni scorsi abbiamo presentato e recensito Caleb, il film horror di Roberto D’Antona disponibile sulla piattaforma di Amazon Prime Video.

Caleb è una pellicola che ha riscosso ottimo riscontro da parte di critica e del pubblico che ha avuto la possibilità di vederlo. Noi stessi siamo rimasti molto colpito da questo lavoro.

All’unanimità grandi complimenti sono stati fatti al coraggioso e bravo giovane regista tarantino Roberto D’Antona che ha dimostrato, ancora una volta, grandi capacità dietro e davanti la telecamera impersonificando anche il protagonista, appunto Caleb.

LetteraturaHorror.it ha avuto, così, la fortuna e il piacere di fare questa interessante intervista a Roberto D’Antona.

INTERVISTA A ROBERTO D’ANTONA: CALEB

D) Ciao Roberto innanzitutto grazie per averci concesso questa intervista e complimenti per il bel film Caleb. Iniziamo.
Caleb, un vampiro italiano. In tutto l’arco del film hai dimostrato un grande amore e una grande passione per la figura del vampiro. È vero? Da dove è nata questa tua passione?

R) La passione per i vampiri nasce grazie al romanzo e al film Dracula di Bram Stoker diretto da Francis Ford Coppola, una passione che mi ha portato negli anni a guardare tanti altri cult del genere e che mi hanno fatto sempre più apprezzare il filone “vampiresco”.

D) Dove è nata l’idea di girare un lungometraggio antologico come Caleb?

R) L’idea nasce grazie alla forte passione per il mondo gotico, tenebroso, erotico ed elegante dei vampiri, una passione condivisa con Annamaria Lorusso che mi ha affiancato nella stesura della storia di Caleb. Avevamo voglia di raccontare una nuova e affascinante storia che si collegasse in qualche modo a quella del Conte Dracula ma, allo stesso tempo, che risultasse originale e soprattutto Italiana.

INTERVISTA A ROBERTO D’ANTONA: I VAMPIRI

D) I vampiri fanno ancora paura? Sono “presi ancora sul serio”, secondo te, dopo che negli ultimi anni questa figura è stata molto sgrossata dalla caratteristica orrorifica a vantaggio di quella sentimentale e, se vogliamo, adolescenziale?

R) Indubbiamente i vampiri hanno avuto diverse evoluzioni sia nel cinema che nella letteratura, un’evoluzione che va dall’action allo sci-fi, fino ad arrivare ai film, serie tv e romanzi sentimentali per teenager. Nonostante ciò, sono fortemente convinto che la leggenda folkloristica da cui nascono i vampiri e da cui prende spunto anche Caleb, possa essere molto inquietante se ben rappresentata. Il vampiro è una figura ammaliante, pericolosa, potente e che si muove nelle tenebre, è una creatura molto difficile da contrastare, è imprevedibile e questo crea sempre quella sensazione di inquietudine e paura.

Roberto D'Antona sul set di Caleb
Roberto D’Antona sul set di Caleb

D) Chi è Caleb? Chi è Roberto D’Antona?

R) Caleb è un uomo molto ambizioso, ricco, potente, amante della cultura, dell’arte e del teatro, un uomo dalle umili origini e in alcune cose probabilmente Caleb e Roberto possono rispecchiarsi. Caleb però è anche un assassino, un mostro, una bestia senza pietà, indomabile e con il solo scopo di sopravvivere privando la vita a delle povere anime innocenti. Roberto è un sognatore, un nerd sfegatato, un gattaro, un uomo riservato molto legato alla sua famiglia e alle persone a lui care… Anche Roberto (raramente) si arrabbia, ma non credo che si trasformi in un vampiro… Forse. (ride)

INTERVISTA A ROBERTO D’ANTONA: LO STATO DEL CINEMA IN ITALIA

D) Oltre che regista e sceneggiatore, sei stato anche attore e produttore di questa pellicola. Quale di questi ruoli è il più complicato? E perché?

R) Ogni ruolo, a suo modo, ha i suoi momenti chiaroscuro e ogni ruolo a suo modo può essere molto complicato. Sicuramente la parte produttiva, ossia quella più burocratica, regala meno soddisfazioni essendo in primis un’artista, ma ritengo che il lavorare bene in ogni settore possa permettere a tutte le altre mansioni di lavorare con maggiori comodità. È come il cerchio dell’infinito: tutto è collegato, nulla finisce e nessuna di loro può fare a meno dell’altra.

D) …e quale ti si addice di più?

R) Senza pensarci due volte: attore e regista. (sorride)

D) Quale è lo stato del cinema indipendente horror in Italia?

R) Di talenti e prodotti validi in Italia ne abbiamo diversi e, per fortuna, grazie ai distributori e alle piattaforme streaming alcuni talenti, un tempo nascosti, stanno iniziando ad uscire allo scoperto e dimostrare che in Italia siamo capaci di produrre prodotti diversi, di genere e di qualità. L’unica cosa che mi sento di rimproverare in questo settore, soprattutto per alcune produzioni e per alcuni artisti emergenti, è il creare volutamente una sorta di “fazioni” inimicandosi i colleghi con alcuni banali dispetti dando vita a una sorta di “guerra dei poveri”. È già un mondo difficile quello dell’arte nonostante il suo fascino unico e straordinario, ma potrebbe essere un mondo ancora più bello e meno complicato se ci fosse più coesione e meno divisione.

INTERVISTA A ROBERTO D’ANTONA: IL CINEMA E LE NUOVE SFIDE

D) Tu sei sbarcato già da un po’ di anni su Prime Video, molti ti stanno seguendo in questa strada da te tracciata. Credi che le piattaforme streaming siano il futuro della cinematografia?

R) Credo che la sala cinematografica era, è e sarà sempre la “Madre Terra” del settore. Arrivare in sala è sempre una sensazione unica e potente, ma le piattaforme streaming hanno una potenza indescrivibile e hanno il potere di entrare con molta più facilità nelle case degli spettatori. È un dato di fatto. Lo streaming è già il futuro e di questo bisogna esserne consapevoli, ma sono convinto che lo streaming e le sale cinematografiche sapranno convivere di pari passo e che nessuna potrà fare a meno dell’altra. Per quanto mi riguarda, anche l’Home Video è un reparto fondamentale per il mondo del cinema, soprattutto per i collezionisti e cinefili come me. Mi auguro che questo settore possa sopravvivere il più a lungo possibile perché forse, fra i tre, è quello più in difficoltà, ma da parte mia, così come da parte di altri numerosi artisti e collezionisti, questo settore verrà sempre sostenuto.

D) Quanto è difficile fare cinema in Italia al giorno d’oggi per una piccola, ma coraggiosa e ambiziosa casa produttrice come la LD Production Company?

R) Molto, soprattutto dopo questa terribile pandemia. I progetti diventano sempre più ambiziosi e costosi e non è sempre semplice restare al passo con i costi tenendo sempre presenti le varie tasse e tutto quello che ne concerne. Non è mai semplice per noi produrre, ma grazie alle vendite, gli incassi, le sovvenzioni dei produttori e di aziende esterne, riusciamo a farlo e ci auguriamo di poterlo fare ancora a lungo.

Roberto D'Antona Caleb
Roberto D’Antona sul set di Caleb nei panni del protagonista

 

INTERVISTA A ROBERTO D’ANTONA: UN SOGNO CHIAMATO CINEMA

D) Leggendo in rete si trovano alcuni commenti di persone che ti conoscono sin dalla giovane età. Tutti sono concordi nel dire che sei stato un ragazzo con le idee chiare sin da subito. Hai sempre sognato di lavorare nel mondo del cinema? Quanto è stata dura arrivare fin dove sei arrivato?

R) Fin da quando ero un bambino. Se mi si apre una ferita nell’avambraccio, non sgorgherà sangue, bensì una pellicola cinematografica. Non posso vivere senza cinema, costi quel che costi è il mio destino. Essere dove sono non è stato affatto semplice e non lo è ancora. bisogna tener presente le numerose difficoltà e i sacrifici che devono essere fatti per il bene della nostra carriera e bisogna scegliere con cura le persone di fiducia che faranno parte di quel lungo viaggio che ci attende. Quando ho abbandonato il mondo amatoriale e sono entrato in punta di piedi in quello professionale, quando ho deciso di cambiare totalmente la mia vita, prima di cominciare mi sono fatto una domanda: “Cosa sei disposto a perdere per quello che ami?” La mia risposta fu secca – “Tutto”. Questa frase è stato lo slogan del film The Last Heroes, perché la mia vera e propria vita professionale ha avuto inizio con il cortometraggio “The Last Hero” su cui è stata basata la sceneggiatura del film.

D) Credi che ci sia ancora diffidenza nel mondo del cinema italiano intorno ai giovani registi indipendenti?

R) Io credo di no. Come ho scritto poco sopra, sia distributori che le piattaforme streaming stanno dando l’opportunità anche a giovani registi di mettersi in mostra. Forse la vera difficoltà la si trova di più da parte degli investitori, dove ancora si teme che i soldi investiti in prodotti di genere possa essere un rischio troppo alto in Italia da recuperare. Ma sono positivo, le cose stanno cambiando e sono certo che andranno sempre meglio. Pandemia a parte. (sorride)

D) Ti ispiri a qualche regista in particolare? Se si chi?

R) Sono cresciuto a pane e Carpenter/Raimi. (ride) Però ammetto che nel tempo ho scoperto che adoro lo stile registico di David Fincher e credo che la sua filosofia e il suo stile artistico stiano cambiando totalmente il mio lato artistico e il mio modo di fare cinema. Fincher mi ha portato ad una maturazione interiore e a trovare uno stile artistico molto più simile al mio essere.

D) C’è un film che ti sarebbe piaciuto girare?

R) Più di uno… Ma sono felice di non averlo fatto. Ci sono film che amo visceralmente per la loro messa in scena grazie alle grandi menti che hanno lavorato in cabina regia, perciò è giusto che non sia stato io a dirigere questi grandi capolavori di cui sono innamorato. Ammetto però che mi piacerebbe un giorno poter girare un film ad alto budget su Dylan Dog o su Silent Hill.

Intervista a Roberto D'Antona
Roberto D’Antona sul set di Caleb

INTERVISTA A ROBERTO D’ANTONA: PROGETTI FUTURI

D) Progetti per il futuro? Stai già lavorando a qualche nuova idea?

R) Siamo in fase di pre-produzione del film “Hidden – Verità Sepolte”, un film ispirato ad eventi realmente accaduti e di genere thriller/giallo/drama senza alcuna traccia di paranormale. Un film vero, crudo e dannatamente angosciante che non vedo l’ora di girare il il prossimo anno.

D) A un ragazzo che sogna di diventare regista che strada gli consigli di intraprendere?

R) Di fare tanta gavetta, di essere determinato, di non permettere a nessuno di spezzarti le ali, ma di non dimenticare mai le proprie origini, di essere sempre umile e rispettoso nei confronti del prossimo e di essere pronto a fare grandi sacrifici.

D) In conclusione vorresti dire qualcosa ai lettori di LetteraturaHorror.it?

R) Ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno speso qualche minuto nel leggere questa bella chiacchierata, ringrazio anche tutti coloro che hanno guardato e che guarderanno Caleb e ci tengo a ringraziare in particolare modo te e tutta la redazione di LetturaHorror.it per questa bella intervista e per le belle parole spese nei confronti del film. Grazie di cuore a tutti.



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