Il giro di vite – Intervista alla traduttrice Elisa Passeri

Per #IlGirodiBlog abbiamo avuto il piacere di intervistare la traduttrice che ha curato la nuova versione Delos Digital




Il giro di vite

Il giro di vite Blogtour, intervista a Elisa Passeri traduttrice della nuova versione dell’horror di Henry James edito da Delos Digital.
In occasione del blogtour dedicato al romanzo Il giro di vite di Henry James edito da Delos Digital per la nuova collana weird Innsmouth, abbiamo avuto il piacere di porre una breve ma intensa intervista alla traduttrice Elisa Passeri che ha avuto l’onore e l’onere di tradurre un romanzo come quello di James considerato un caposaldo della letteratura horror classica e delle ghost story.
Grazie a Elisa per il tempo a noi dedicato

D) Cosa vuol dire tradurre una grande storia del passato?

R) All’inizio, lo ammetto, si prova una certa soggezione. Si è davanti a un testo che ha attraversato gli anni ed è compito del traduttore continuare a renderlo fruibile, si spera, per altrettanto tempo a venire. Inoltre, essendo questo racconto un pilastro della narrativa moderna, un traduttore che si avvicina al testo di James adesso ha già alle spalle una tradizione ormai consolidata di versioni italiane, diffuse dalle maggiori case editrici. Ad esempio, non si potrebbe scegliere un titolo diverso da “Il giro di vite”, secondo me, perché questa combinazione di parole è talmente legata all’opera, che una scelta diversa lascerebbe disorientato il lettore. Dall’altra parte, però, ci si possono prendere delle libertà. È un sottile equilibrio tra il non snaturare l’opera e il renderla accessibile al pubblico attraverso quel processo di trasformazione che è la traduzione. Una storia del passato non significa “standard” anzi, un racconto del genere si è costantemente rinnovato grazie alla sensibilità di ciascun traduttore. Il nucleo rimane, il messaggio resta, ma ogni ritraduzione dà nuova linfa all’opera.

IL GIRO DI VITE – Come si fa a riadattare ai tempi moderni una storia di quasi 130 anni?

R) Trattandosi di un classico, il suo fascino consiste nel rileggere la storia e avere la sensazione che sia stata scritta pochi giorni fa. Basterebbe immaginare i due piccoli protagonisti in sneakers e t-shirt invece che in abiti da piccoli lord. L’effetto creato dalla storia rimarrebbe lo stesso. La scrittura di James, in questo caso, si concentra su temi e su paure tipiche dell’uomo e dunque sempre attuali. Ne sono la prova le varie trasposizioni dell’opera in film o serie tv più o meno aderenti all’originale: da The Others (2001) con Nicole Kidman, ambientato nel 1945, a The Turning (2020) che invece ci porta negli Anni Novanta. Il racconto funziona nonostante l’epoca in cui viene trasportato e continua ad essere oggetto di rivisitazioni. Inoltre l’opera, anche se ha delle contaminazioni gotiche tipiche del XVIII secolo, è stata scritta a fine Ottocento, in pieno modernismo, la corrente letteraria che inventa nuovi espedienti narrativi per rappresentare il caos dei pensieri umani ed è dunque più vicina al nostro tempo, sia per sensibilità che da un punto di vista cronologico.

D) Cosa si può dare di “più” a un romanzo tra i più amati e conosciuti nel mondo dell’horror gotico.

R) È difficile dare un valore aggiunto a un’opera che non ha quasi bisogno di presentazioni. Nel mio piccolo, però, ho tentato di lavorare sulle parole, evitando dove possibile termini che praticamente esistono solo nei dizionari per trovare un corrispettivo tra inglese e italiano. Il gusto del lettore attuale è diverso da quello del lettore di 20 o 50 anni fa. Spesso di fronte a una traduzione “vecchia”, si accantona direttamente il libro, perché risulta pesante e a tratti illeggibile. Quel “più” che si può dare è restituire un testo limpido e scorrevole, che permette di immergersi con piacere nella storia. La lingua italiana in questo senso aiuta, perché contiene in sé elementi più familiari eppure altrettanto evocativi rispetto a paroloni che ormai non si usano più.

ELISA PASSERI: LA BIOGRAFIA

Elisa Passeri classe 1995. Laureata in Lingue Straniere e Studi Interculturali presso l’Università “Carlo Bo”, con specializzazione in traduzione editoriale e formazione linguistica. Appassionata di libri e lettura fin da piccola. Ha cominciato a mettere in pratica gli insegnamenti universitari grazie anche alla vittoria della IV edizione del Concorso di Traduzione Letteraria Noir TRADUNOIR. Per Delos Digital ha finora tradotto racconti apocrifi incentrati sulla figura di Sherlock Holmes di autori come Peter K. Andersson, Richard K. Tobin, Arthur Hall e Mark Mower.

 

SE VUOI ACQUISTARE IL GIRO DI VITE CLICCA SUL BANNER QUI SOTTO

 



guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments