Hypnotic, recensione del nuovo horror Netflix

Un thriller horror che incuriosisce e a tratti entusiasma, ma cade spesso in scelte discutibili




Hypnotic recensione

Hypnotic, recensione del nuovo horror thriller di di Matt Angel e Suzanne Coote disponibile in streaming su Netflix.

Come ogni anno il servizio di streaming Netflix durante le giornate precedenti Halloween ha rilasciato una serie di horror e thriller per le vostre maratone di Halloween.

Nei giorni scorsi, in questa news, vi avevamo presentato il thriller horror psicologico Hypnotic di Matt Angel e Suzanne Coote. Oggi abbiamo il piacere di recensirlo, come sempre sottolineiamo che il nostro è un parere personale, assolutamente lontano dal voler essere un giudizio assoluto, definitivo.

HYPNOTIC – LA TRAMA

Una giovane donna (Kate Siegel) chiede aiuto a un famoso ipnositerapeuta (Jason O’Mara) per migliorare la sua situazione, ma dopo alcune intense sedute si trova ad affrontare conseguenze inattese e letali.

Sentendosi intrappolata sul piano personale e su quello professionale, Jenn (Kate Siegel), una giovane alle prese con una serie di avvenimenti traumatici, si rivolge a un famoso ipnositerapeuta, il dottor Meade (Jason O’Mara), per guarire. Dopo alcune sedute intense, eventi terrificanti e misteriose amnesie, Jenn si ritrova oggetto di una pericolosa manipolazione psicologica. Con l’aiuto del detective Wade Rollins (Dulé Hill), cercherà di trovare il bandolo della matassa prima che sia troppo tardi per evitare conseguenze letali.

HYPNOTIC – RECENSIONE

Cosa dire di Hypnotic? Un thriller horror psicologico interessante, sì, assolutamente interessante con un argomento e un’idea di fondo molto buona e interessante. L’ipnosi, L’ipnoterapia, la psicologia e la fragilità e potenza della mente umana. Un terreno battuto già in passato dal mondo del cinema e dell’arte; ma non con così tanta frequenza in questa ottica, sotto il punto di vista analizzato dallo sceneggiatore Richard D’Ovidio e dai registi.

L’aspetto negativo, però, è che spesso il film cade in cliché, non si sa quanto voluti o meno, e in ingenuità di comportamento che poco si sposano con un thriller di impatto come vuole essere. Il film si prende sul serio e, come dicevamo, l’argomentazione è valida, forse bisognava stare più attenti e cercare strade diverse di comportamento da parte dei protagonisti.

Non impressiona particolarmente il cast; su tutti l’attrice protagonista Kate Siegel che non ha mai pienamente convinto chi scrive. L’attrice non è sembrata pienamente immersa nella sua parte (c’è da dire che è un personaggio molto particolare il suo). Lo stesso per l’espressività abbastanza monocorde e monocromatica. Alla fine, su di lei, rimangono le impressioni avute dalle interpretazioni nelle serie tv in cui è stata protagonista come Midnight Mass e Hill House. Lo stesso anche per gli altri con unica eccezione di Dulé Hill pienamente a suo agio con il personaggio.

Insomma, in conclusione, nonostante le pecche sopra riportate, ciò non toglie che alla fine il risultato del film è del tutto godibile e interessante e va salvata buona parte della pellicola.

Voto della redazione: 3/5

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