Hypnos Magazine N.12, disponibile il nuovo numero della rivista di letteratura fantastica

Scopri con noi l'ultimo numero della rivista dedicata alla letteratura fantastica di Hypnos Edizioni.




Hypnos Magazine N.12 - copertina

Hypnos Magazine n.12, disponibile il nuovo numero della rivista dedicata alla letteratura fantastica e weird edita da Hypnos Edizioni.

Una delle case editrici italiane underground e indipendenti più interessanti in fatto di horror e weird e, più in generale, del fantastico è senza ombra di dubbio la Hypnos Edizioni. L’editore ha annunciato il rilascio il nuovo numero della sua interessante rivista letteraria Hypnos Magazine N.12. Una delle migliori, se non la migliore, in Italia.

L’ultima uscita è ispirata dalla “quarta sala” del Museo più “strano” del mondo, dedicata a Magia, Esoterismo e Stregoneria. Cosa si cela dietro la misteriosa scrittrice Lilith Blake? Imperdibile exscursus, poi, nel mondo del weird russo

La rivista è disponibile esclusivamente in formato cartaceo al costo di 9,90€.

HYPNOS MAGAZINE N.12 – L’ INDICE

Racconti di uno sconosciuto, editoriale di Andrea Vaccaro
Le mani bianche, racconto di Mark Samuels
Strana storia dell’arte IV: Magia, Stregoneria, Occultismo, di Ivo Torello
Il Tango è uno stregone, racconto di Livio Cazzulani
Nel mio garage il soldato brucia, racconto di Jacopo De Ponti
Malcom Skey. Tra fantasmi… e no, di Francesco Ceccamea
Il ritorno, racconto di R. Murray Gilchrist
Il gothic weird di R. Murray Gilchrist, di Andrea Vaccaro
Weird Library
Intervista a Nathan Ballingrud, di Laura Sestri
Sull’orlo della catastrofe. Il weird russo di Alexandr Ivanov e Leonid Andreev, di Laura Sestri
Lui. Racconto di uno sconosciuto, racconto di Leonid Andreev

ESRATTO DA: Le mani bianche, racconto di Mark Samuels

Muswell fece scattare l’interruttore e una singola lampadina appesa al soffitto e penzolante a metà strada dal pavimento nudo rivelò la misera stanza. Su ciascuna delle pareti sfilavano lunghe librerie zeppe di volumi. In un angolo c’era una poltrona con un poggiapiedi e un tavolinetto rotondo su cui traballava precariamente una pila di libri. All’angolo opposto una stufa a gas Calor dall’aspetto pericoloso. Muswell portò un’altra sedia (con la seduta e lo schienale di tela) da una stanza comunicante e mi invitò a sedermi. Poco dopo dalla stessa stanza trascinò dentro un grosso baule. Era estremamente vecchio e recava il monogramma “L.B.” sul fianco. Aprì il baule con aria solenne e poi si sedette a sua volta, accendendo un’altra sigaretta, lo sguardo fisso sul mio viso.

Tirai fuori da una tasca un taccuino e, estraendo dal baule fasci di manoscritti, cominciai a scorrerli. I testi erano intensamente morbosi, e più che strani, proprio quello che mi serviva per l’articolo. E ce n’era una montagna da esaminare. Nel frattempo Muswell fece un’osservazione malinconica, di punto in bianco, il cui significato mi fu chiaro soltanto molto tempo dopo.

“La solitudine” disse “può condurre un uomo in regioni mentali di una stranezza estrema.”

Annuii distrattamente. Avevo trovato una piccola scatola e, aprendola, la mia eccitazione era cresciuta. Conteneva un ritratto fotografico color seppia di Lilith Blake, datato 1896. Era il primo che vedevo, e doveva essere stato scattato proprio nell’anno della sua morte. La sua bellezza era assolutamente straordinaria. (CONTINUA SU HYPNOS MAGAZINE 12)



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