Halloween this huge stupid americanism di Salvatore Esposito

Nuovo racconto per la rubrica settimanale La Domenica Horror




Halloween, this huge stupid americanism

“Halloween this huge stupid americanism” di Salvatore Esposito è il nuovo racconto breve dell’orrore per la rubrica La Domenica Horror. Sarà possibile leggerne un estratto qui sotto e, poi, scaricarlo gratuitamente in formato pdf.

Se vuoi pubblicare anche tu un racconto nella nostra speciale rubrica La Domenica Horror scrivici alla mail redazione@letteraturahorror.it proponendoci il tuo elaborato corredato da un’immagine. Oggetto della mail dovrà essere La Domenica Horror”. Ogni domenica verrà pubblicata storia diversa!

HALLOWEEN THIS HUGE STUPID AMERICANISM

Negli usi e costumi popolari europei, le zucche sono considerate un contenitore soprannaturale delle anime dei defunti. In Italia, nelle realtà contadine, in particolare, la tradizione di dare la forma di teschio alle “cucuzze” con tanto di occhi, naso, bocca e di lumino acceso all’interno era largamente diffusa, prima ancora che negli States si diffondesse Halloween.
Di questa antica credenza universale, un esempio, dal sapore esoterico sopravvive da millenni in alcune realtà dell’entroterra partenopeo, in cui una volta l’anno, nella notte di Ognissanti, i morti si manifestano sotto forma di teste di zucca che brillano nelle tenebre e raccontano verità nascoste.

Cenzino è un bambino bellissimo, biondo con grandi occhi verdi. Purtroppo vive in un quartiere dove si cresce in fretta, troppo in fretta, perché lì il pericolo è sempre in agguato. Ci sono poche regole semplici, che vanno rispettarle, per forza: non raccontare mai a nessuno i traffici di droga, le violenze, i soprusi, le minacce.
In quel luogo, lontano dalla bellezza, si diventa adulti anzitempo. E Cenzino è un bambino intelligente e sveglio, attento e curioso, e non si perde nemmeno un dettaglio di ciò che vede. Come tutti i coetanei della sua età ha imparato che per vivere bisogna guardare senza vedere, sentire senza ascoltare, dimenticare per non essere testimone di nulla e di nessuno, perché chi fa la spia è chiamato infame e deve subire la “giusta” ritorsione del male. SCARICA IL PDF DEL RACCONTO



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