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Rubrica - "Alda Teodorani Ficciones": "Siberia"

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Alda Teodorani ci regala, anche in questo mese di agosto, una puntata della sua interessantissima e seguitissima rubrica “Alda Teodorani Ficciones”. Quest’oggi per voi le serie tv “Lost” e “Siberia”
Quanto è fertile il terreno delle ficciones horror quando si racconta di un gruppo di persone che si trova in una zona isolata e sconosciuta, senza poter disporre degli agi e delle armi che avrebbe tra le mani nel suo territorio!

Questo potente elemento si ritrova in una delle serie tv più amate degli ultimi anni, con elementi orrorifici, fantastici e sovrannaturali, che a una seconda visione, molto tempo dopo, regge ancora benissimo. Sto parlando di Lost, che recuperate su Videoteca Project con tutte le stagioni.
Immagino che già lo abbiate visto, e come gli amanti spesso ci deludono quando si rivela la loro reale essenza, fino ad allora nascosta sotto un bel aspetto, begli accessori o belle parole, può darsi che anche Lost vi deluderà o vi abbia delusi. Se è successo, se e quando succederà, richiamate alla mente i pomeriggi passati in balia degli eventi narrati, l’impeccabile costruzione dei personaggi, la forza della regia e del cast tecnico.
Siberia (presente su Serie Tv Subita) alla prima prova di visione mi ha fatto ricordare Lost e altre opere notevoli dello stesso filone: come accennavo all’inizio, di gruppi in pericolo in mezzo al nulla estraneo e a volte ostile o addirittura pericoloso esistono tanti esempi nella fiction, in particolar modo in quella cinematografica, basti pensare all’indimenticabile Le colline hanno gli occhi, a Non aprite quella porta o alla saga diVenerdì 13.
In Siberia, come nelle opere appena citate, si ridefiniscono archetipi – il viaggio, il tradimento, la solitudine, il territorio – e a un occhio superficiale e poco allenato la trama che li contiene potrebbe sembrare una copiatura, ma è in realtà una ripetizione generata dalla sedimentazione dei principi fondamentali dell’horror nella mente dei creatori e nell’immaginario collettivo, ed è questo che amo nelle opere horror e che, nel loro linguaggio spaventoso, trovo invece assai rassicurante. La formula del reality aggiunge sangue fresco alla vicenda, giocata pure sul filo dell’incredulità.
Vi avviso che per non spoilerare – cosa che odio fare e odio quando viene fatta con me – ho visto solo due puntate ma ve lo raccomando e per restare in tema di reality aggiungo come sempre una nota personale, e cioè la lucida follia del protagonista di Nuova edizione, racconto ispirato al Grande fratello come tutti quelli presenti nell’antologia di Stampa Alternativa Il grande macello ristampato nella mia antologia personale La signora delle torture, a cui il regista Cristian Tafani ha conferito una nota ancor più sanguinaria con l’omonimo film, presente nel DVD Appuntamenti letali (tratto dai miei racconti) di produzione filmhorror.com.


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