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Rubrica - "Alda Teodorani Ficciones": Psycho e Bates Motel

Dettagli

Benvenuti alla terza puntata 2013 di “Alda Teodorani Ficciones”, la rubrica curata dalla più grande scrittrice horror italiana in esclusiva per Letteratura Horror. Dopo aver affrontato, nelle puntate precedenti “Coma profondo” e “American Horror Story”, quest'oggi Alda ci parla di Psycho e della serie tv ispirata al film di Hitchcock, “Bates Motel”.

"PSYCHO" E "BATES MOTEL"

Ci sono solo due film che ho visto e rivisto senza stancarmi mai. Di uno parlerò in futuro, l’altro è Psycho di Alfred Hitchcock (che, peraltro, resta uno dei miei registi preferiti).

Ci sono molte ragioni per parlare oggi di Psycho. La più importante [per me] è che sul numero 10 della rivista che co-produco, Verde, c’è un omaggio a Psycho con il fotografico tratto dal film, oltre a un mio racconto ispirato alla figura di Norman Bates (Verde numero 10 lo trovate qui); poi in questi giorni esce nelle sale il film con un altro dei miei attori feticcio, Anthony Hopkins, che recita in Hitchcock, per l’appunto, nella parte del regista. Infine, in streaming per ora in lingua inglese sottotitolato in italiano ha fatto la sua comparsa Bates Motel, dichiaratamente ispirato alla pellicola hitchcocchiana.
Partirò proprio da quest’ultimo, una novità che aspettavamo da tanto, noi amanti di questo film (che magari, come sostengono certuni, non è un horror ma sicuramente risponde alla mia concezione di horror, chiamiamolo comunque un thriller orrorifico).
Il telefilm si lascia vedere senza troppo disturbare e nonostante l’impegno profuso per mettere l’accento su violenza e sangue non è quello che ci aspettavamo. Il sottotitolo recita (una citazione dall’originale Psycho) che “la migliore amica di un ragazzo è la madre” e da questa premessa sono nati molti omaggi e se non sbaglio anche un prequel (Psycho IV: The Beginning) dove Norma Bates – madre di Norman – era assai torbida e provocatoria, in un’atmosfera malsana che sapeva di carne imputridita, muffa e sudore.
La Norma di Bates Motel non ha niente di tutto questo: ha una faccina slavata incorniciata da sottili capelli biondi e il rapporto con il figlio non ha nulla di equivoco e morboso, oppure lo è se vogliamo definire tale lo stesso normale rapporto che accomuna tutte le mamme nel loro bisogno di protezione verso i figli; il giovane Norman è un ragazzino qualunque che non si direbbe in grado nemmeno di rubare le caramelle al supermercato, poi spunta un fratello che qualche potenzialità ce la potrebbe avere – ma è tutto inutile poiché, lo sappiamo già, la superstar del motel Bates è Norman!
Per ora ho visto la seconda puntata, che non mi fa venir voglia di proseguire, ma lo farò perché sono curiosa di sapere dove va a parare la serie e per un doveroso omaggio.
Se la pensate anche voi così vi consiglio l’ottimo videoteca project by Caino.
E ancora di andare al cinema a vedervi Hitchcock, del quale non vi voglio anticipare nulla ma se amate i film di questo straordinario regista è essenziale inserirlo nella vostra filmografia!

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