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Rubrica - "Libreria d'Annata" - “Il sangue e la rosa” a cura di Claudio De Nardi

Dettagli

“Il sangue e la rosa” a cura di Claudio De Nardi (Reverdito Editore, 1988) è il nuovo libro analizzato dallo scrittore Nicola Lombardi per la rubrica “Libreria d'annata
Interamente dedicata ai vampiri, questa bella antologia curata nel 1988 dal compianto Domenico De Nardi (1950-2010) per Reverdito Editore prende in prestito il titolo, naturalmente, all’omonimo film vampiresco diretto da Roger Vadim nel 1960, mentre in copertina possiamo ammirare un maestoso e sinistro conte Dracula visto dal grandissimo illustratore Frank Frazetta (stranamente non accreditato all’interno del volume).


Gli autori qui riuniti sono quasi tutti celeberrimi, soprattutto fra i cultori del fantastico: si spazia infatti da Bram Stoker (L’ospite di Dracula) a H.P.Lovecraft (Nella cripta); da Algernon Blackwood (La Chenille) a Jean Ray (La casa delle cicogne, un’originalissima versione di magione infestata); da E.F.Benson (La stanza nella torre) a Vernon Lee (Marsia nelle Fiandre, ispirato alla mitologia ellenica).
Ne Il sangue e la rosa troviamo racconti estremamente suggestivi, variegati, goticheggianti sull’ormai iperfrequentato tema dei succhiasangue, affrontato con le virtualmente infinite varianti del caso. Stuzzicante l’idea di Ulrich Daubeny, che con L’albero immagina cosa accadrebbe se il paletto conficcato nel cuore di un vampiro sepolto potesse germogliare… Così come gustose, macabre ed eleganti sono le proposte di Hume Nisbet (Il ritratto), o dei coniugi inglesi Alice e Claude Askew (Aylmer Vance e il vampiro), o di Louise Strong (Una storia incredibile), per arrivare a una disturbante vicenda narrata dall’uruguaiano Horacio Quiroga, Il cuscino di piume, che spinge all’estremo la comune concezione di vampirismo: davvero repellente!
Non è possibile” - leggiamo nel risvolto di copertina – “catalogare le infinite metamorfosi del vampiro: pochi ardimentosi hanno osato percorrere i labirinti di una metafora abnorme e irresistibile, riportando nel nostro asettico mondo le testimonianze di una suggestiva archeologia d’oltretomba. […] Claudio De Nardi ha riunito ne Il sangue e la rosa i reperti di una sua recente e solitaria esplorazione in uno di territori «altri» della narrativa, in un Altrove di angosce al cui fondo si delinea l’orrida immagine del vampiro-letteratura. O della parola-vampiro (rosa e sangue).
A completare l’antologia, il curatore ha inserito due suoi brevi ma documentatissimi saggi: Bram Stoker: l’uomo che scrisse “Dracula", e Dalla Transilvania con orrore.
Pur trovandosi a fare i conti, oggi, con innumerevoli antologie dedicate alla figura del vampiro, Il sangue e la rosa rimane una raccolta fascinosa, impreziosita da una sana aria vintage (nonostante risalga ‘solo’ alla fine degli anni Ottanta) che si respira sia nei contenuti che nella confezione editoriale.



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