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Rubrica - "Libreria d'Annata" - "Horroriana" a cura di Gianni Montanari

Dettagli

“Horroriana – 24 storie di paura” di Gianni Montanari (Mondadori, 1979) è il nuovo libro analizzato dallo scrittore Nicola Lombardi per la rubrica “Libreria d'annata
Un mostruoso, gigantesco rettile dalle troppe teste intento a inghiottire alcuni malcapitati: è l’incubo uscito dai pennelli stregati di Karel Thole che campeggia sulla copertina della splendida antologia Horroriana, curata per Mondadori nel 1979 dall’espertissimo Gianni Montanari; tutti autori angloamericani (con le sole eccezioni di un francese e un tedesco), radunati in rappresentanza di ben sette decenni di horror letterario: dal 1906, con H.H.Ewers, al 1977, con Stephen King.


“Si può facilmente dimostrare” - sostiene il curatore nella prefazione – “che il senso dell’orrore ha sempre accompagnato l’uomo lungo la propria storia come un inevitabile corollario dell’umanissima e archetipale paura dell’ignoto, differenziando i suoi temi e gli ‘oggetti’ della paura in accordo con il diverso contesto culturale che lo ospitava.”
I 24 racconti che compongono Horroriana sono equamente suddivisi in quattro sezioni tematiche. Nella prima, GLI ANIMALI, sono appunto le bestie, anche quelle all’apparenza più innocue, a scatenare l’orrore; a titolo di esempio ci limitiamo a segnalare la presenza del tedesco Ewers col suo celeberrimo Il ragno, seguito dal ‘viscido’ L’uomo che studiava le lumache di P.Highmith e dal raggelante Gatto e topo di R.Campbell. La seconda sezione. LE “COSE”, raduna storie imperniate invece sulla presenza di creature impossibili o aliene alle quali va il discutibile merito di devastare le vite di chi che si trovi suo malgrado a doversi confrontare con loro (e troviamo qui chicche quali A caccia di R.Matheson e In cantina di D.H.Keller). Arrivano poi I BAMBINI, altro soggetto saccheggiatissimo dall’horror fiction, serbatoio virtualmente inesauribile di ispirazione per autori che intendano mettere in risalto gli aspetti più inquietanti dell’infanzia (con titoli quali Gioco al tramonto di A.Derleth o lo spietato, arcinoto I figli del granturco di S.King). Si chiude con GLI UOMINI, ovvero quella sconfinata categoria alla quale apparteniamo tutti noi, oggetti o soggetti - a seconda dell’occasione - di qualsivoglia orrore partorito dalla fantasia (e qui menzioniamo L’altra mano del francese G.Langelaan – quello de La mosca - ed Esperimento incompleto di F.Leiber). Per inciso, possiamo osservare che il curatore mostra una certa, giustificabile predilezione per autori quali Ray Bradbury, ospitato con tre titoli (Cane da riporto, Il parco giochi e Requiescat in pace), e Robert Bloch, presente con ben quattro racconti: Al cinema, Dolce piccola strega, Malocchio e Cera una volta… (sic: gioco di parole per una storia classica ambientata in un museo delle cere).
L’antologia Horroriana, ricordiamolo, venne inserita nella collana da edicola Biblioteca di Fantasy & Horror, che alternava raccolte di racconti appartenenti all’uno e all’altro genere; la collana, purtroppo, sopravvisse solo quattro numeri (l’altro titolo horror è Incubo-17 chiavi per l’abisso, curato sempre dal buon vecchio Montanari).


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