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Racconto: La Domenica Horror - Non accettare caramelle dagli sconosciuti di Sonia Cardini

Dettagli
LetteraturaHorror.it propone per la nuova rubrica "La Domenica Horror" un racconto scritto da Sonia Cardini. Il racconto horror si intitola “Non accettare caramelle dagli sconosciuti” ed è risultato il vincitore del 2° premio del contest Un Natale Horror 2018. Previa registrazione e login al sito (o sei già registrato solo login), sarà possibile votarlo e commentarlo.

Se vuoi pubblicare anche tu un racconto nella nostra speciale rubrica La Domenica Horror scrivici a 
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NON ACCETTARE CARAMELLE DAGLI SCONOSCIUTI

Stefano accende il registratore, nella stanza c’è silenzio interrotto solamente dal ticchettio dell’orologio.
Daniela è pronta per parlare dopo l’accenno dell’amico seduto vicino a lei. Tornare indietro non è facile e lei lo sa.
«Sicura di volerlo fare?» le chiede serio.
«Assolutamente sì.»
«Puoi cominciare, allora. Raccontami.»
«Non avevo capito cosa fosse successo quella sera della vigilia di Natale, fatto sta che mi trovavo in casa con i miei genitori, mio fratello era uscito e io aspettavo impaziente l’arrivo della mezzanotte. All’epoca avevo appena undici anni.
Mia madre affaccendata in cucina lavava i piatti della cena e mio padre stava seduto alla televisione con la sigaretta in mano. Ricordo il fumo che si alzava come uno zampirone e io detestavo quell’odore.
Sullo schermo stavano proiettando la pubblicità di una famosa bevanda americana e il coro dei giovani che cantavano riempivano la casa. Eppure quella casa a me non è mai piaciuta, c’era qualcosa che mi metteva a disagio, forse la fantasia di una bambina quale ero, mi avevano indotta a credere che in soffitta abitasse qualche essere mostruoso. Negli ultimi giorni avevo sentito diversi rumori provenire da lassù, ma dato che mio fratello maggiore mi faceva spesso dei dispetti pensai fosse lui a spaventarmi.
Comunque, tornando alla sera di vigilia, stavo per mettermi seduta in poltrona quando all’improvviso sento cadere qualcosa, come se tanti piccoli sassolini fossero stati gettati a terra.
Mio padre e mia madre si voltarono ridendo perché quasi di sicuro aspettavano quel momento, io invece spinta dalla curiosità corsi verso lo stipite della porta dove dietro l’angolo c’erano le scale per andare al piano di sopra. Quando fui di fronte alla scalinata, illuminata appena dalla luce del salotto, vidi una figura correre e dirigersi al piano di sopra. Mi bloccai terrorizzata. Non potevo immaginare fosse mio fratello o qualche amico di famiglia. Fatto sta che tornai dai miei genitori più spaventata che felice ma loro risero della mia genuinità. A terra c’era un pacchetto regalo. Per un attimo dimenticai la paura e mentre loro due si mangiavano le caramelle lanciate a terra, io scartai quel regalo. Non sapevo che il prossimo lo avrei scartato solo parecchi anni dopo, esattamente ventidue anni più tardi. Dapprincipio non capii cosa stessi osservando perché la luce era bassa e le lampadine a intermittenza dell’alberello mi davano fastidio. Da una parte ringrazio la prontezza dei miei genitori nell’aver afferrato il regalo e avermelo strappato dalla vista. Eppure in quell’ammasso indefinito di roba, tra viscere e capelli, notai gli occhi verdi di mio fratello. Mia madre urlò, prima di collassare a terra con la bava alla bocca. Guardai mio padre e pure lui era nelle stesse condizioni. Si stringevano lo stomaco e tossivano e sul momento pensai fosse un loro scherzo anche quello. Ma è stato quando ho sentito scendere di nuovo le scale che mi sono messa a urlare e sono scappata fuori; era buio e freddo, ricordo il vento che soffiava forte e faceva oscillare le lucine sui balconi. Il nostro vicino di casa era sulla terrazza a fumare una sigaretta e mi ha sentita. È grazie a lui se oggi sono qua a raccontarlo di nuovo.
Quello che successe davvero la sera di vigilia l’ho saputo solo quattro anni dopo, da adolescente. Non ne ho mai più parlato a nessuno.
I miei genitori erano stati avvelenati con quelle caramelle lanciate all’angolo della porta e mio fratello era stato ucciso un’ora prima. Qualcuno gli aveva staccato la testa dal collo e l’aveva impacchettata. Sicuramente lo scherzo delle caramelle e del regalo avrebbe dovuto farlo lui travestito da babbo natale ma qualcuno lo ha preceduto. Diffido davvero delle caramelle regalate dagli sconosciuti…
Chi fosse stato? Non si è mai saputo. Eppure sono convinta ancora di una cosa; chiunque fosse era indubbiamente nascosto nella soffitta… »

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