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Bestia senza tempo  

   

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Schegge per un Natale Horror 2016  

   

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Dunwich Edizioni  

   

Delirium  

   

No EAP  

   

Racconto: La Domenica Horror - Nero Veneziano di Sonia Cardini

Dettagli
Nero VenezianoLetteraturaHorror.it propone per la nuova rubrica "La Domenica Horror" un racconto scritto da Sonia Cardini. Il racconto horror si intitola “Nero Veneziano” e sarà possibile leggerne un estratto qui sotto e, poi, scaricarlo gratuitamente in formato pdf. Inoltre, previa registrazione e login al sito (o sei già registrato solo login), sarà possibile votarlo e commentarlo.

Se vuoi pubblicare anche tu un racconto nella nostra speciale rubrica La Domenica Horror scrivici a 
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NERO VENEZIANO

-La casa dei ricordi-

L’abitazione era al numero 13.
Ubicata dietro l’imponente chiesa di San Donato, godeva della notevole vista dal secondo piano di uno dei canali principali di Murano.
Nell’androne regnava odore di umido e stagno, le scale d’ingresso in marmo bianco consumato conducevano all'interno direttamente nel salotto.
Una cucina piccola, un bagno e due camere da letto.
Elena posò la borsa di pelle marrone sul tavolo con un tonfo pesante.
C’era aria di pioggia, un altro pomeriggio cupo che non prometteva bene.
Si guardò attorno; la stanza arredata, il telefono vecchio stile e la lampada sul mobile.
Forse c’è troppa roba vecchia... pensò.
Non era più tornata da molto tempo, l’immagine dell’auto dei genitori rovesciata e accartocciata lungo la provinciale l’aveva accompagnata per diversi anni come un fantasma. Era rientrata al numero 13 da una settimana ma l’idea di restare sola le dispiaceva. Osservava la casa, i muri con la carta da parati consunta e un po’ giallognola, il divano verde scuro e i mobili fuori moda.
Il giradischi era ancora là sul piano in legno, nell’angolo dell’entrata. La madre era solita accenderlo il pomeriggio, indaffarata nelle faccende domestiche.
Si spostò i lunghi capelli intravedendosi nelle specchio del corridoio, un colorito pallido le ricordò che forse era arrivato il momento di fare una vacanza.
Guardò l’orologio, erano le tredici.
Si trascinò alla cornetta del telefono e compose un numero.
«Ciao Alex, sono a casa... mi fermo per un po’. Non preoccuparti sto bene, sono solo stanca. Se passi da me stasera ti faccio un caffè.»
Sorrise, la voce del fratello dall’altro capo del telefono le sollevò il morale.
La loro adolescenza stroncata presto per il tragico evento aveva finito per dividerli, ritrovandosi solo poche settimane prima. Alex però aveva scelto da tempo di abitare fuori Venezia.
Si osservò il segno dell'anello al dito, unico testimone del suo matrimonio finito un anno prima.
Si affacciò alla finestra, il lungo canale scorreva proprio sotto ai suoi occhi, poi lo sguardo si posò sul lato della casa, esattamente dove c’era una finestra chiusa.
La stessa finestra che aveva osservato per anni, incuriosita dal silenzio e dall’estraneità. [SCARICA IL PDF E CONTINUA A LEGGERE IL RACCONTO]


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