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Recensioni - “La casa sull’abisso” di William H. Hodgson

Dettagli

“La casa sull’abisso” di William H. Hodgson è il romanzo horror recensito da LetteraturaHorror.it.
The House On The Borderland e’ una pietra miliare della cosiddetta narrativa dell’orrore cosmico, genere portato alla perfezione da H.P. Lovecraft. Pur sfruttando l’espediente del manoscritto ritrovato, tipico della letteratura gotica, The House On The Borderland riesce a staccarsi dai modelli dei suoi contemporanei andando oltre autori pur innovativi come Arthur Machen e Algernon Blackwood. Hodgson proietta il terrore dai vecchi castelli gotici di autrici come Ann Radcliffe al cosmo rinnovando la letteratura fantastica. La sua scrittura onirica scava nelle profondità della psiche umana ed e’ fortemente simbolica e certo non si puo’ dire che Hodgson sia uno scrittore di narrativa “popolare” superficiale: il suo universo per complessita’ e’ paragonabile a quello di Lovecraft e Jean Ray.


The House On The Borderland e’ un romanzo “incubo” che descrive le angosciose vicissitudini di un “Recluso”, abitante, assieme alla sorella e al cane Pepper, di una casa irlandese sperduta, situata in una regione ignota alle cartine geografiche nei pressi del villaggio di Kraighten: la casa diventa il fulcro dove si scatenano allucinanti e diaboliche potenze extra-cosmiche che assumono la forma di orripilanti creature dall’aspetto suino, simbolo dei fantasmi che si annidano nella psiche umana portati alla luce da Freud, dimostrazione dell’estrema modernita’ dell’opera “hodgsoniana”. La casa, con le sue stanze, e’ una sorta di metafora dell’essere umano: la parte superiore aspira al cielo e al Paradiso mentre la cantina simboleggia invece il lato piu’ oscuro in cui si annidano gli inferni personali che celano i mostri nascosti nell’inconscio.
L’atmosfera che si respira e’ di una solitudine metafisica assoluta che rende l’opera unica nel suo genere: il Recluso si dedica allo studio e passa molto del suo tempo nello scrittoio. Un giorno la sorella viene attaccata dalle misteriose creature suine: e’ l’inizio di un assedio spietato in cui il Recluso si difenderà con ogni mezzo prendendo a fucilate i mostri. A questo punto inzia un’accurata esplorazione dei dintorni della casa: scopre che la casa e’ sospesa per mezzo di una roccia su un pozzo di una profondità insondabile: un vero e proprio Abisso. Esplora poi le cantine dove scopre una botola di quercia che protegge la casa da un enigmatico pozzo: scoprirà poi che si tratta di un prolungamento dell’Abisso.
Nel corso delle sue disavventure il Recluso avrà delle terrificanti “visioni” in cui la casa viene riprodotta su scala gigantesca ed e’ assediata da un enorme essere suino di colore verde. In un’altra allucinazione “vede” – in un vero e proprio viaggio al di la’ del tempo e dello spazio - il collasso del sistema solare e della terra e verrà catapultato al centro dell’universo dove si trovera’ di fronte 2 soli, uno nero e uno verde: questa “visione” rappresenta qualcosa di realmente incredibile: e’ l’essenza stessa dell’orrore cosmico e prefigura e supera molta fantascienza successiva. Dal sole verde si staccano dei globi in cui riesce a penetrare e a ”vedere” la sua” amata” e a trovare la pace in una sorta di limbo chiamato “mare del sonno”. Da quello nero fuoriescono globi oscuri che lo proiettano in una sorta di Inferno denominato “La pianura del silenzio” dove vede la casa assediata dalla creatura gigantesca e vi entra all’interno. Qui termina il suo viaggio “iniziatico”, ricco di simbolismi a cui alludeva lo stesso Hodgson all’inizio del testo. Il viaggio metafisico e temporale del protagonista e’ quello che si definisce un vero e proprio “viaggio astrale”. Non e’ cosi’ sorprendente questo aspetto “occulto” del romanzo tenendo conto che queste tematiche erano all’epoca molto diffuse: basti pensare alla notorieta’ di un personaggio come Crowley e alla celebre Golden Dawn, societa’ segreta basata sulla Qabalah di cui pero’ Hodgson, a differenza di Arthur Machen e altri nomi celebri, non ha mai fatto parte
Gli abissi che si celano sotto la casa da cui fuoriescono gli esseri extra-terrestri sono una metafora degli insondabili segreti dell’inconscio umano. The House On The Borderland e’ un’opera ricca di riferimenti ermetici ed esoterici: il libro può essere “letto” sia su un piano microcosmico che su quello macrocosmico. Non a caso il celebre critico Jacques Van Herp l’ha definito “un piano d’interpretazione di altri piani”, definizione quantomai calzante che coglie in pieno l’atmosfera “incubica” del romanzo. La casa si trova “on the borderland” ovvero sul confine su altre dimensioni ignote del reale. L’edificio rappresenta il microcosmo, sorta di “piccolo Inferno” personale del protagonista mentre il modello gigantesco dell’edificio nella Pianura del Silenzio che il Recluso scorge nella sua “visione” simboleggia il macrocosmo. La struttura dei diversi “piani” e modelli della casa sembrano riflettere le parole del grande Ermete Trismegisto: “ciò che e’ in basso e’ come cio’ che e’ in alto, e cio’ che e’ in alto e’ come ciò che e’ in basso, per fare i miracoli della realtà una”.
Fu la Arkham House, la casa editrice che era stata fondata da August Derleth e Donald Wandrei per diffondere e preservare il “corpus” narrativo Lovecraftiano, a rieditare The House On The Borderland nel 1946 contribuendo in questo modo a preservere e diffondere la fama di questo grande autore del fantastico. Va ricordato come Lovecraft fu notevolmente impressionato dalla narrativa dello scrittore inglese, a cui dedicò molte pagine nel suo noto saggio Supernatural Horror In Literature dove descrive in questo modo The House On The Borderland: “I vagabondaggi dello spirito dell’autore attraverso illimitati anni-luce di spazio cosmico e kalpas di eternita’ e la sua cronaca della distruzione definitiva del sistema solare, costituiscono qualcosa di quasi unico nella letteratura contemporanea”. Lovecraft ne elogiò in questo modo la grandiosa immaginazione cosmica e senza dubbio ne venne influenzato, come si può apprezzare nel celebre racconto La Maschera di Innsmouth, dove gli essere anfibi descritti da Lovecraft hanno più di un’affinità con le entità teratoformi di The House On The Borderland.
In Italia, oltre alla nuova edizione che qui si presenta, il romanzo inizialmente uscì nel 1953 in uno dei primi numeri di Urania, in una versione “tagliata” e condensata con il curioso titolo “Oltre il Futuro”, sotto l’egida di Giorgio Monicelli. Questo dimostra come i deliranti viaggi cosmici extra-sensoriali che vengono descritti in questo romanzo hanno, come si diceva, molti punti di contatto con la fantascienza. Finalmente The House On The Borderland venne pubblicato nel 1963 nell’antologia Universo a sette incognite edita da Fruttero e Lucentini, anche se in una versione non integrale: i due noti curatori non esiteranno però a definirlo “un capolavoro sconosciuto”. Dopo essere stato inserito nella collana I Miti di Cthulhu della Fanucci in una versione tutto sommato accettabile anche se non completamente soddisfacente. E’ stato poi finalmente pubblicato ne I classici Urania con una nuova traduzione che rispettava il particolare linguaggio di Hodgson ricco di arcaicismi, aspetto questo che rende un fascino particolare al romanzo. L’apparato critico e’ poi di tutto rispetto: l’edizione era curata dall’esperto Gianfranco De Turris, autore di un’accurata disamina del romanzo a livello simbolico e comprendeva anche un saggio biografico di Alex Voglino e un’accurata bibliografia di Pietro Guarriello, uno dei massimi esperti di narrativa fantastica in Italia.
Bibliografia italiana de La casa sul’abisso
Urania rivista n. 8 (Si trova ‘Oltre il futuro, la prima versione condensata di “La casa sull’abisso in Italia, 1953)
“La casa sull’abisso” (all’interno dell’antologia “Universo a sette incognite,1963)
“La casa sull’abisso” (Fanucci – collana “I miti di Cthulhu, 1985)
“La casa sull’abisso” (Classici Urania n. 237, 1996)
“La casa sull’abisso” (adattamento a fumetti di Richard Corben e Simon Revelstroke, Magic Press, 2004)

Cesare Buttaboni


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