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Recensioni - "Ultima - La città delle contrade" di Carlo Vicenzi

Dettagli

Oggi Letteratura Horror ha recensito per voi il romanzo steampunk tutto italiano “Ultima – La città delle Contrade” di Carlo Vicenzi edito dalla Dunwich Edizioni. Clicca qui per leggere la trama e le note sull'autore
Un bellissimo libro, interessante, sorprendente, un viaggio, un'avventura da vivere comodamente seduti sulla propria poltrona o divano, o nel proprio letto la sera prima di dormire, o dove più vi piace leggere un romanzo. Non l'avete ancora comprato? Acquistatelo nella versione ebook o cartacea, ne varrà di sicuro la pena.

Questo è il nostro parere sintetico, ma entusiasta, di Ultima – La città delle Contrade, il nuovo romanzo a firma di Carlo Vicenzi edito dalla Dunwich Edizioni.
Ultima è uno steampunk sui generis dove, sebbene il “vapore” e le incredibili e fantasmagoriche (fantascientifiche) innovazioni hanno un ruolo importante e di contorno e ambientazione alla vicenda, ancora più intrigante è il plot e la tecnica di narrazione con cui il Vicenzi analizza la storia vista da varie angolature dei personaggi protagonisti.
Interessante notare, anche, che questo streampunk sia ambientato interamente in un'Italia post-apocalittica e non nella “solita” (seppur sempre affascinante) Inghilterra di un'epoca vittoriana mai passata. Il che rende, ovviamente, più fresco e genuino e "maccheronico" (nel senso di italiano) il romanzo, insomma potremmo definirlo uno "spaghetti-steampunk".
Ultima è il nome dell'ultima (appunto) città rimasta dopo una guerra distruttiva del genere umano non meglio precisata e nella quale si rivede molto una città del centro Italia, probabilmente la similitudine più ovvia viene da farsi con Siena, in un perfetto connubio tra presente, passato e futuro.
Presente (considerando i tempi attuali in cui viviamo) perché i personaggi e le vicende narrate hanno molto a che fare con l'autolesionismo e la discriminazione per razza, sesso e (soprattutto) classe sociale che viviamo in questo periodo di crisi economica, umana, sociale e civile.
Passato perché ricorda molto la nascita delle signorie e le guerre intestine calmierate, nel romanzo, con il Palio che altro non è che una guerra continua per il predominio della città, con quartieri che cercano di combattersi, lasciando pericolosamente da parte gli intenti unitari.
Futuro perché la strada tracciata da Vicenzi in Ultima - La città delle Contrade altri non è che il nostro futuro, un futuro dove, forse pessimisticamente e allegoricamente, ma non meno anche realisticamente, continueremo a commettere gli stessi errori. Forse peggiorandoli.
Il romanzo è completato dalla prefazione di Uberto Ceretoli sullo steampunk, imperdibile per i tanti amanti del genere e, forse ancora di più, per i profani.
In definitiva, così come per il resto della produzione sin qui analizzata, la Dunwich Edizioni continua sulla sua strada a puntare sulla qualità degli autori e non sul loro nome, cosa veramente difficile (soprattutto nella clientelare e nepotistica Italia), tanto di cappello a chi antepone la letteratura, l'amore della scrittura e della scoperta di giovani talenti al profitto. Ah già, si, perché Carlo Vicenzi è veramente uno scrittore di talento!


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