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Intervista - Nicola Lombardi autore di "Madre Nera"

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Dopo aver avuto la fortuna di leggere e recensire "Madre Nera" (leggi qui la nostra recensione), Letteratura Horror ha avuto anche il piacere e l'onore di intervistare lo scrittore Nicola Lombardi.
D) Ciao Nicola. In Madre Nera (Crac Edizioni), ancora una volta ti confronti con il mondo della psicologia umana. Come riesci a entrare così bene nella mentalità dei tuoi personaggi?

R) A dire il vero non so quanto adeguatamente io riesca ad addentrarmi nella psiche dei personaggi che metto in scena, ma sicuramente ci provo. E mi sforzo di farlo perché mi pare l’unica strada efficace per trascinare con me, dentro di loro, anche il lettore. Ritengo di aver sviluppato col tempo, osservando chi mi circonda, un certa capacità di immedesimazione, attitudine che poi riverso nella scrittura trattando i personaggi come persone reali (che è ciò che in effetti sono, nella ‘realtà della finzione’).

D) Da dove è nata l'ispirazione per questo romanzo?

R) Nasce tutto dal desiderio di tuffarmi a capofitto nel cuore delle più profonde e personali paure infantili. Ho costruito la storia attorno a un fulcro, a un’ombra, la figura di una donna vestita di nero… Leonina Fasinera, la protagonista, scaturisce dal ricordo di una signora, un’amica di famiglia, di cui avevo irragionevolmente paura quand’ero bambino. Si chiamava proprio così, Leonina. Quando veniva a casa nostra io osservavo con apprensione la sua sagoma alta che saliva le scale, e correvo a nascondermi. Nessun fondamento, per quel mio timore. Solo paura allo stato puro, istintiva, apparentemente immotivata, e per questo meno eludibile. Ho poi attinto ai tanti anni trascorsi all’asilo parrocchiale del mio paese, gestito da suore, immaginando il verificarsi di un episodio talmente drammatico da interferire irrimediabilmente nello sviluppo emotivo e nella maturazione di alcuni bambini. Una curiosità: il singolare cognome della protagonista proviene da uno straordinario racconto di Fritz Leiber, Mezzanotte nel mondo degli specchi, in cui si aggira vendicativa una memorabile strega, Nina Fasinera.

D) Qual è stato il compito più arduo nella sua stesura?

R) Mantenere equilibrio nel proporre nel modo più lineare il continuo intrecciarsi delle vicende del passato e del presente. I personaggi che oggi compiono determinate scelte lo fanno in gran parte per effetto di vicissitudini occorse durante l’infanzia, episodi che non hanno mai veramente cessato di accadere, e di ripetersi, dentro le loro teste; un passato che non è mai davvero passato, dunque, a spiegazione di un presente altrimenti incomprensibile.

D) Nella prefazione di Danilo Arona si legge che l'Emilia Romagna è un po' il Maine d'Italia, ovvero la patria dell'horror. Sei d'accordo? Come mai secondo te?
R) Difficile attribuire a un qualunque territorio il titolo di ‘patria dell’horror’, dal momento che – come ben sappiamo – l’Orrore è cittadino del mondo! È però senz’altro vero che la mia è una regione che ha partorito una discreta concentrazione di autori “maledetti” e storie oscure; per cui, concordo con Danilo e ammetto che il continuo ribollire di ingredienti quali patrimonio folkloristico, cronaca nera e peculiari condizioni ambientali e climatiche possa aver contribuito a riempire d’incubi il gran pentolone dell’immaginario emiliano-romagnolo. Qui, tra nebbie e immensi spazi desolati, tra boschi e casolari abbandonati, si aggirano davvero tanti, tanti fantasmi…

D) Qual è il romanzo a cui sei più legato?
R) Se intendi a quale dei miei ti rispondo senza indugi: il prossimo. In ognuno dei miei libri c’è tanto di mio, o perlomeno di quel ‘me stesso’ che ero al momento della sua stesura; per cui, riversare le proprie preferenze su quello che ancora deve venire mi pare un buon segno di ottimismo e volontà di evolversi (se in meglio o in peggio, questo si vedrà…). Rivolgendo invece l’attenzione a romanzi di altri autori posso dirti che amo immensamente Ombre del male e Nostra Signora delle Tenebre, di (ancora!) Fritz Leiber; e poi Casa d’Inferno di Matheson, Il popolo dell’autunno di Bradbury, Duma Key di King, e Il signore delle mosche, e Il deserto dei Tartari… Insomma, più ci penso e più la lista si allunga!

D) Quali sono i tuo progetti futuri?
R) Dunque, sto aspettando responsi editoriali relativi a un nuovo romanzo ambientato in un imprecisato futuro, La Cisterna, che racconta le claustrofobiche, angosciose esperienze di un ragazzo nel contesto di una dittatura militare di estrema destra. Poi, assieme al vecchio amico Luigi Boccia, sto portando avanti la stesura di un thriller storico-stregonesco: alla ricerca del mitico Noce di Benevento, per scoprire delle verità tenute nascoste da troppo tempo. Vediamo un po’ cosa salta fuori dalle tenebre…


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